L'ambiente

Il Servizio Integrato dei rifiuti

LGH, attraverso le sue società controllate, si occupa della gestione del ciclo integrato dei rifiuti: dal servizio di raccolta e trasporto rifiuti presso Comuni e presso clienti privati, a quello di spazzamento delle strade, alla gestione di impianti di smaltimento, trattamento e termovalorizzazione, alla gestione delle piattaforme ecologiche e dei centri di raccolta comunali.

A pieno regime dal 1° luglio 2015

Garantire servizi efficienti a cittadini e imprese, con migliori economie di scala, mantenendo ed incrementando il valore della società. Per perseguire questi obiettivi prosegue il percorso di semplificazione per linee di business all’interno del Gruppo LGH. Tra le società coinvolte ci sono le realtà della Holding impegnate nei diversi territori nei servizi di Igiene Urbana (le cosiddette S.O.T., Società Operative Territoriali). Dal 1° luglio 2015 questo percorso di semplificazione è stato completato con il conferimento in Linea Gestioni dei rami d’azienda operanti nel settore igiene urbana di Astem Gestioni e Aem Gestioni. Pertanto Linea Gestioni è diventata la società di business del Gruppo LGH che si occupa dei servizi di raccolta, trasporto e smaltimento rifiuti nelle provincie di Cremona, Lodi e Brescia per un totale di oltre 120 comuni e circa 600.000 abitanti serviti. Per i servizi di igiene ambientale, il ciclo operativo dell’azienda si fonda sul sistema della raccolta differenziata (privilegiando il recupero di materiali e di energia rispetto allo smaltimento in discarica) riducendo così gli sprechi di risorse ed ottenendo ottimi risultati.

12.3.1 Il servizio di raccolta rifiuti
Il servizio provvede alla raccolta, al trasporto e all’avvio a trattamento e/o smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati presso impianti autorizzati. Per lo svolgimento di tali attività vengono impiegati automezzi, di proprietà o di terzi, dotati di attrezzature diverse a seconda del tipo di servizio svolto. La raccolta viene effettuata prevalentemente con il cosiddetto metodo “porta a porta”. Su tutto il territorio servito viene effettuata la raccolta differenziata dei rifiuti, privilegiando il recupero di materiali ed energia rispetto allo smaltimento in discarica, riducendo così gli sprechi di risorse e diminuendo l’impatto sull’ambiente. La raccolta differenziata dei rifiuti si traduce nel recupero delle frazioni che possono essere destinate a riciclo, cioè la frazione organica (il cosiddetto “umido”), la carta e il cartone, le lattine, il vetro, la plastica, gli scarti vegetali, pile, batterie, accumulatori, pneumatici, oli esausti, RAEE, legno. Per quei rifiuti che non consentono la raccolta “porta a porta”, a causa delle loro dimensioni e/o tipologia, è solitamente previsto che il conferimento da parte dell'utente avvenga presso i contenitori stradali, le piattaforme ed i centri di raccolta comunali. In alcuni comuni è attivo il servizio di raccolta domiciliare dei rifiuti “ingombranti”. Il Servizio provvede anche alla raccolta e al trasporto dei rifiuti speciali - pericolosi e non pericolosi - garantendone il trattamento/smaltimento presso impianti autorizzati. Infine nella maggior parte dei Comuni serviti viene svolto il servizio di spazzamento manuale e/o meccanizzato di strade, di aree verdi e di spazi sia pubblici che privati, con idonee attrezzature. A seguito della raccolta rifiuti il servizio provvede al conferimento degli stessi in impianti autorizzati, al fine del loro trattamento/recupero o del loro smaltimento. La tabella 46 indica i dati principali riguardanti il numero di Comuni ed il numero di abitanti serviti al 31/12/2015.

Tabella 46: numero di Comuni e di abitanti serviti anno 2015 *: per i comuni di Dresano, Colturano, Zelo B.P. e Tavazzano si effettua solo il servizio di trasporto dal centro di raccolta a destino. Il servizio nel Comune di Ossago Lodigiano è partito a giugno 2015

Nella tabella 47 sono riportati i dati relativi al totale dei rifiuti raccolti e trasportati nel triennio 2013-2015 nelle varie aree servite. LGH garantisce il servizio di raccolta differenziata presso tutti i Comuni serviti. L’attenzione della Holding ad un miglioramento continuo della percentuale di raccolta differenziata nei Comuni serviti emerge anche dalle svariate iniziative di sensibilizzazione condotte. La raccolta differenziata può avvenire secondo tre diverse modalità:

Tabella 47: totale rifiuti raccolti nel triennio 2013-2015

Nella tabella 48 si riporta il valore medio di raccolta differenziata raggiunto nel triennio 2013-2015.

Tabella 48: valore medio di raccolta differenziata raggiunto nel triennio 2013-2015

Progetto porta a porta globale “Pap” area Franciacorta

L’obiettivo posto dal progetto “porta a porta globale” di raggiungere il 60% di raccolta differenziata nel 2013 è stato ampiamente raggiunto da tutti i comuni aderenti all’iniziativa. Infatti la percentuale di RD nei Comuni coinvolti nel progetto ha superato l’obiettivo previsto dalla normativa vigente La percentuale di raccolta differenziata registrata nel 2015 nei comuni PAP è mostrata di seguito.

Raccolta porta a porta città di Cremona:

Grazie al servizio “porta a porta” meno rifiuti e raccolta differenziata oltre il 70%

Grazie al servizio porta a porta (che nel 2015 è stato esteso a tutta la città) Cremona è riuscita in pochi mesi a superare l’ambizioso traguardo del 70% di raccolta differenziata. Nel periodo da settembre a dicembre 2015 (quando il sistema del “porta a porta” è entrato a pieno regime), confrontando le frazioni raccolte tra il 2014 e il 2015, si è infatti registrato un aumento consistente della raccolta della plastica (+25,84%), dell'umido (+22,03%) e del verde (+15,89%), con conseguente diminuzione del secco non riciclabile (-19,69%). Vi è stata inoltre una riduzione della produzione complessiva di rifiuti e una netta riduzione di produzione pro capite, passando da 528 a 513 kg/anno. Se si confrontano poi il primo trimestre del 2015 (quando ancora il “porta a porta” non era attivo) e il primo trimestre del 2016, si evidenzia inoltra una sensibile diminuzione dei rifiuti prodotti (da 9.323.131 a 8.908.827 kg), una netta diminuzione dei rifiuti indifferenziati (da 4.273.190 a 2.581.329 kg) nonché un aumento della raccolta differenziata dell’umido (da 834.180 a 1.543.960 kg) e della plastica (390.595 a 545.077 kg).

Green fleet LGH: dove eravamo, a che punto siamo, dove vogliamo andare

LGH ha adottato un approccio di fleet management differenziato per categoria di asset. Nelle tappe principali di cambiamento LGH ha perseguito sia obiettivi economici sia politiche green. Le principali azioni con impatto green che sono state intraprese dal Gruppo sono riassunte di seguito:

Focalizzando l’attenzione sull’alimentazione alternativa (metano + ibrido + elettrico + GPL), il grafico seguente mostra come negli ultimi 5 anni sia passata dal 10 % al 33%. Questo ha comportato una riduzione del totale delle emissioni annue di oltre il 25%.

Cremona - Termovalorizzatore

12.3.2 Gli impianti di smaltimento, termovalorizzazione e trattamento rifiuti
Gli impianti di smaltimento, trattamento e termovalorizzazione rifiuti del Gruppo sono gestiti dalle diverse società facenti capo alla Holding come indicato nella tabella 49. Per la descrizione dettagliata di tali asset si rimanda ai paragrafi seguenti.

Tabella 49: impianti di smaltimento, trattamento e termovalorizzazione rifiuti del Gruppo al 31/12/2015

12.3.3 I principali numeri degli impianti di smaltimento rifiuti
Nella tabella 50 si riportano i principali numeri riferiti alla dotazione impiantistica della linea di business “Ambiente” di LGH per quanto riguarda il triennio 2013-2015. Per i dati inerenti gli impianti a biomasse legnose di Cremona e di Rodengo Saiano si rimanda alla tabella 109.

Tabella 50: principali numeri del Servizio Integrato dei Rifiuti

La discarica controllata
È un luogo dove vengono depositati/ stoccati in modo permanente i rifiuti solidi urbani e tutti gli altri rifiuti speciali derivanti dalle attività umane (detriti di costruzioni, scarti industriali, ecc...) che, in seguito alla loro raccolta, non è stato possibile riciclare.

a. Le discariche di Grottaglie (I-II e III Lotto)
• Inquadramento generale
Le aree di discarica, site in Grottaglie (TA) alla località La Torre Caprarica, sono state ricavate all’interno di bacini esauriti di cava di materiale inerte.

Le aree di discarica risultano suddivise in tre lotti:

Nella tabella 51 si riportano i principali dati tecnici del I-II e III lotto di discarica. I lotti di discarica sono stati autorizzati allo smaltimento dei rifiuti non pericolosi in conformità alle:

Gli impianti sono realizzati e gestiti in modo tale da garantire il minore impatto possibile sull’ambiente oltre che sul piano visivo e percettivo.

Tabella 51: discariche controllate di Grottaglie - principali dati tecnici

• Rifiuti smaltiti al III lotto di discarica
L’ammissibilità dei rifiuti smaltiti, al III lotto attivo di discarica, è garantita dall’applicazione di rigorose procedure eseguite in fase di:

La periodicità dei prestoccaggi e dei campionamenti e le modalità delle successive verifiche analitiche di conformità sono disciplinate dai requisiti autorizzativi, nonché dalla vigente normativa applicabile. Solo al ricevimento dei risultati analitici e, solo se questi sanciscono la conformità con quanto omologato, il rifiuto viene accettato. I rifiuti accettati allo scarico vengono avviati alla pesatura con relativa registrazione. Lo scarico viene effettuato solo dopo aver superato anche le fasi di controllo visivo-organolettico, facendo avanzare i mezzi lungo la via d’accesso al comparto in uso. La compattazione avviene a strati, per celle confinate, ricoperte quotidianamente con materiale inerte di idoneo spessore. Nella tabella 52 sono indicate le quantità e le tipologie di rifiuti smaltiti al III lotto di discarica nel triennio 2013-2015. Il volume dei rifiuti abbancati al III lotto di discarica al 31 dicembre 2015, riscontrato dai rilievi topografici eseguiti in loco, risulta pari a 1.704.611 m3, ovvero il 73% della capacità complessiva del III lotto.

Tabella 52: tipologia e quantità rifiuti smaltiti nel III lotto di discarica nel triennio 2013-2015

• Consumi di risorse e produzione di rifiuti
Nella tabella 53 si riportano i principali impatti ambientali derivanti dalla gestione del I-II lotto (chiuso in fase di copertura provvisoria) e dal III lotto attivo con conferimento dei rifiuti. La produzione totale di energia elettrica da biogas, prodotta dall’impianto di cogenerazione realizzato al I-II lotto dalla MarcoPolo Engineering S.p.A. è risultata, nel triennio 2013-2015, pari a 7.424.798 kWh. Nella tabella 54 si riporta il raffronto tra i kWh consumati in totale al I-II-III lotto e i kWh recuperati nel triennio di riferimento.

• Rete raccolta percolato
Il percolato intercettato dai pozzi di raccolta ubicati nei lotti di discarica viene convogliato e stoccato temporaneamente nei serbatoi di stoccaggio, alloggiati in vasche di sicurezza opportunamente impermeabilizzate, dai quali il percolato di discarica è prelevato tramite autocisterna da ditta di trasporto autorizzata per lo smaltimento presso idonei impianti. Il I ed il II lotto di discarica sono dotati di quattro serbatoi di stoccaggio temporaneo, da 50 m3 ciascuno, per una capacità pari a 200 m3.

Tabella 53: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione del I-II e III lotto nel triennio 2013-2015
Tabella 54: energia elettrica consumata e recuperata

Il III lotto di discarica è dotato di otto serbatoi di stoccaggio temporaneo, da 50 m3 ciascuno, per una capacità pari a 400 m3. I serbatoi, dotati di un sistema fi ltrante a carboni attivi, sono coadiuvati da un doppio allarme sonoro e da un sistema di controllo di troppo pieno che allerta l’operatore a bloccare il riempimento prima che la quantità di percolato stoccata superi la capacità di contenimento della vasca. Il percolato di discarica è periodicamente sottoposto ad analisi qualitative per la determinazione delle caratteristiche chimico-fisiche dello stesso. Le caratterizzazioni analitiche del percolato prodotto ai lotti di discarica, effettuate ai sensi del D.Lgs. n. 152/06 e ss.mm.ii, hanno confermato la classificazione del percolato come rifiuto speciale non pericoloso.

• Captazione e recupero biogas
La gestione del sistema di captazione e recupero energetico del biogas è stata affidata ad una società terza esperta nel settore autorizzata all’uopo dagli enti competenti, che gestisce l’attività in oggetto come di seguito indicato:

• I monitoraggi ed i controlli ambientali
La sorveglianza ambientale dei lotti di discarica è principalmente condotta attraverso l’esecuzione dei monitoraggi prescritti nelle Autorizzazioni Integrate Ambientali n. 250/08 (I-II lotto) e n. 426/08 e successivi atti integrativi (III lotto). Nelle discariche di Grottaglie sono periodicamente monitorate le seguenti componenti ambientali:

Nella tabella 55 sono riportate le specifiche dei monitoraggi prescritti.

Tabella 55: monitoraggio ambientale I-II e III lotto

La società integra il monitoraggio sopra descritto con il monitoraggio bisettimanale delle polveri aerodisperse mediante 2 apparecchiature di misura per l’impianto del III lotto. Ad integrazione dei monitoraggi sopra elencati, la società, dall’inizio dell’attività, ha inoltre effettuato il monitoraggio di alcune matrici ambientali al fine di valutare l’impatto dell’attività sul territorio in cui la discarica si trova. I monitoraggi sono eseguiti secondo le metodiche ufficiali da laboratori terzi, qualificati rispetto al tipo di analisi e/o misurazione da eseguire. Annualmente, per ciascun impianto di discarica, la Società, in ottemperanza a quanto disposto dall’art. 13 comma 5 del D.Lgs. n. 36/03 e dalle Autorizzazione Integrata Ambientale, invia alle autorità competenti la Relazione annuale contenente le informazioni sui risultati della gestione operativa e dei programmi di controllo e sorveglianza.

• Emissioni in atmosfera
Tra le attività svolte dalla società non sono previsti processi di combustione che possano generare delle emissioni significative soggette ad autorizzazione. Vista la tipologia di rifiuti conferiti, a basso contenuto di sostanza organica, non è attesa una rilevante produzione di emissioni diffuse tuttavia, al fine di mantenere le eventuali emissioni ai livelli più bassi possibili, Linea Ambiente mette in atto specifiche procedure operative avvalendosi delle migliori tecnologie disponibili tra le quali la principale è la rete di captazione del biogas, coadiuvate da un periodico monitoraggio ambientale della qualità dell’aria. Le emissioni prodotte dall’attività di discarica possono pertanto essere riepilogate come segue:

  • Emissioni da mezzi d’opera
    Le emissioni derivanti dai mezzi d’opera utilizzati per la coltivazione della discarica e per la gestione abituale degli impianti, possono essere valutate sulla base dei consumi di carburante seguendo le tabelle di conversione riportate nella Deliberazione n. 14/2009 del Ministero dell’Ambiente. La quantità di energia prodotta da combustibile è stata calcolata sulla base del potere calorifico dei combustibili secondo quanto riportato nella circolare 2 marzo 1992 n. 219 utilizzando come fattore di conversione 1t gasolio = 1,08 TEP, prendendo come valore medio per la densità del gasolio il valore di 0,825 kg/l. Nella tabella 56 si riporta il dato indicante le tonnellate di CO2 derivanti dai litri di gasolio consumati nel triennio 2013-2015.
  • Polveri aerodisperse ed emissioni diffuse La società, dall’inizio dell’attività, effettua un monitoraggio costante delle emissioni diffuse provenienti dall’attività di smaltimento in discarica, considerando le polveri e le potenziali emissioni gassose prodotte. La qualità dell’aria viene monitorata, sia al I e II lotto che al III lotto, con frequenza mensile da parte di un laboratorio terzo qualificato.
Tabella 56: monitoraggi accessori I-II e III lotto
Tabella 57: t di CO2 emesse da gasolio consumato

La tabella 58 indica i valori massimi riscontrati, negli ultimi 3 anni al I e II lotto, comparati con il valore limite pari a 5 mg/m3 per le polveri in atmosfera, come prescritto dalla Det. AIA n. 250 del 30/04/2008. Stesso valore limite è stato prescritto per il III lotto. Nella tabella 59 si riportano i dati relativi ai valori massimi riscontrati comparati al valore limite prescritto.

Tabella 58: valori massimi di polveri aerodisperse riscontrati al I e II lotto
Tabella 59: valori massimi di polveri aerodisperse riscontrati al III lotto
  • Emissioni convogliate
    Per il monitoraggio delle emissioni convogliate derivanti dall’impianto per il recupero energetico del biogas captato, sono previste specifiche analisi trimestrali. Sulla base dei dati forniti è possibile calcolare le emissioni:
    • delle tonnellate di CO2 equivalente;
    • delle tonnellate di SO2, NOX, e PM.

Nelle tabelle 60 e 61 si riportano i dati relativi agli anni 2013-2015.

Tabella 60: emissioni convogliate al I e II lotto
Tabella 61: emissioni convogliate al III lotto

• Polveri sedimentabili
Periodicamente vengono monitorate le polveri sedimentabili raccolte in continuo su tre deposimetri posizionati in aree adiacenti (D1 a Est, D2 a Sud, D3 a Ovest) a ciascun impianto. La tabella 62 riporta i dati relativi al III lotto per i quali è presente un limite autorizzativo prescritto con Det. AIA n. 426/2008 pari a 10,5 g/m2/30 gg.

Tabella 62: polveri sedimentabili al III lotto

La discarica di Rovato (BS)
• Inquadramento generale
L’impianto, collocato su una ex cava nel territorio di Rovato, è stato destinato allo smaltimento di rifiuti speciali non pericolosi, in particolare tipologie di rifiuti comparabili a materiali inerti e provenienti dagli scarti di lavorazione non più recuperabili e/o riciclabili. Il 27 giugno 2011, la discarica è stata chiusa ai conferimenti di rifiuto, per il raggiungimento delle quote di progetto autorizzate, come verificato da ARPA in data 19/09/11. A seguito di tale verifica ARPA ha comunicato il nulla osta alle operazioni di chiusura definitiva. I principali dati tecnici dell’impianto sono riassunti in tabella 63. Essendo esaurita la capacità volumetrica della discarica nel luglio 2011, sono state avviate le opere di ripristino ambientale del sito. Nel maggio 2015 è stata completata la copertura finale (capping) dell’impianto, mediante posa in opera, dal basso verso l’alto, dei seguenti strati di materiale:

  • strato di drenaggio del biogas in materiale inerte riciclato;
  • geomembrana in HDPE;
  • strato minerale a bassa permeabilità in argilla;
  • strato drenante intermedio in ghiaia;
  • strato superficiale di copertura in terra.
Rovato (BS) - Impianto di recupero energetico del biogas

Le opere a verde per la rinaturalizzazione dell’area (messa a dimora di essenze erbacee/arboree, formazione prato ecc.) verranno invece realizzate nell’arco temporale di due anni decorrenti dalla suindicata data di completamento della copertura finale.

Tabella 63: principali dati tecnici dell’impianto di smaltimento di Rovato

Consumi di risorse e produzione di rifiuti

In tabella 64 si riportano i principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015. La produzione totale di Energia Elettrica da biogas prodotta dall’impianto di cogenerazione di proprietà di Linea Energia, nel 2015, è risultata pari a oltre 4.500.000 kWh.

Tabella 64: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto triennio 2013-2015

Rete raccolta percolato

Il percolato prodotto nella discarica viene convogliato in 2 pozzi di raccolta separati ubicati rispettivamente sui lati Ovest ed Est della discarica e di qui rilanciato in tre serbatoi di stoccaggio temporaneo della capacità di circa 70 m3 cadauno. Il percolato stoccato viene quindi inviato, con l’ausilio di autobotti, in impianti di smaltimento autorizzati. Il percolato smaltito nel 2015 dalla discarica di Rovato è risultato di quasi 1.000 tonnellate inferiore a quello smaltito nel 2014 ed inferiore di circa 2.000 tonnellate rispetto al 2013, confermando quindi che il conferimento a fasi successive, con la progressiva impermeabilizzazione delle aree in cui si sono raggiunte le quote di fine conferimento, è risultato essere funzionale.

Captazione e recupero biogas
Il sistema di captazione, convogliamento e combustione del biogas realizzato nel corso degli anni 2002-2003, conformemente al progetto autorizzato dalla Regione Lombardia, è di tipo misto, ovvero costituito da una rete di tubazioni fessurate, posate orizzontalmente tra gli strati dei rifiuti e sulla calotta superficiale e da una serie di pozzi verticali appositamente terebrati. La centrale di aspirazione è costituita da tre soffi anti in grado di creare una depressione in prossimità delle teste pozzo, mentre il sistema di combustione è costituito da due torce ad alta temperatura. Le tre soffi anti inviano il biogas aspirato dalla discarica a tre motori di cogenerazione adibiti alla produzione di energia elettrica, mentre il gas eccedente viene inviato alle due torce ad alta temperatura.

I monitoraggi ed i controlli ambientali Linea Ambiente provvede a monitorare costantemente, secondo metodologie e frequenze stabilite dalla normativa vigente e in accordo con gli Enti di controllo, le seguenti componenti:

  • Acque sotterranee e superficiali
  • Percolato e liquido infratelo
  • Biogas
  • Emissioni torce
  • Aria ambiente
  • Rumore
  • Parametri meteoclimatici
  • Topografi a e suolo

In aggiunta a quanto prescritto dalla Normativa, Linea Ambiente esegue il monitoraggio in continuo delle acque sottostanti la discarica, al fine di conoscere in tempo reale i valori dei parametri e quindi riscontrare eventuali anomalie che potrebbero richiedere ulteriori accertamenti analitici. Tutte le analisi e monitoraggi ambientali sopra descritti vengono effettuati così come previsto dall’Autorizzazione Integrata Ambientale. Nel complesso i monitoraggi effettuati, dal 1996 sino ad ora, hanno consentito di valutare, in termini senza dubbio precisi, la mancanza di fenomeni di alterazione significativi delle condizioni ambientali connessi alla presenza della discarica. È significativo inoltre sottolineare che la riapertura dell’impianto al conferimento dei rifiuti (anno 2006) non ha provocato peggioramenti ai parametri di controllo delle matrici ambientali. I riscontri dei monitoraggi ambientali effettuati all’interno e nei pressi della discarica vengono trasmessi mensilmente all’ARPA, alla Provincia ed al Comune di Rovato, mentre semestralmente ed annualmente vengono inoltrate le relazioni tecniche riassuntive di tutti i dati gestionali ed analitici dell’impianto. Gli Enti di controllo effettuano inoltre autonomamente ulteriori prove sulle matrici ambientali, in modo tale da assicurare la gestione nel rispetto delle norme sia per la salute dei cittadini, sia per la protezione dell'ambiente.

Scarichi idrici
L’AIA della discarica di Rovato contiene l’autorizzazione a 2 scarichi in pubblica fognatura denominati S1 e S2 e definiti come segue:

  • Scarico S1: scarico industriale delle acque di spurgo dei pozzi di monitoraggio falda in occasione dei campionamenti.
  • Scarico S2: scarico acque reflue domestiche (relative agli uffici di impianto e all’abitazione del custode) e acque di prima pioggia trattate.

Il piano di monitoraggio prevede un’analisi annuale per ciascuno degli scarichi sopra citati, comprensiva dei parametri principali contenuti in Tabella 5 dell’allegato III al D.Lgs 152/06. Gli esiti delle analisi condotte fino al 2015 hanno verificato il rispetto dei limiti imposti dalla normativa e, quindi, hanno confermato l’ammissibilità di entrambi i reflui allo scarico in pubblica fognatura.

La discarica di Malagnino
La discarica controllata di Malagnino (CR) per rifiuti non pericolosi, gestita da Linea Reti e Impianti, è entrata in servizio nel mese di luglio 1995, come impianto di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti del bacino provinciale di Cremona, ed è stata chiusa ai conferimento nel 2011. I lavori di copertura definitiva sono terminati nel corso del 2015. A seguito di pronunciamento da parte degli Enti di controllo, nel 2016 partirà il periodo di gestione post-operativa. Sono in corso i lavori per completare la piantumazione perimetrale. La superficie totale dell’area dell’impianto è di circa 140.000 m2 e la vasca di deposito dei rifiuti occupa 84.600 m2. La discarica è dotata di un complesso sistema di impermeabilizzazione, di raccolta del biogas, di controllo delle eventuali perdite di percolato, di raccolta ed accumulo temporaneo dello stesso, che poi viene trattato presso impianti di trattamento chimico-fisico autorizzati, dove viene trasportato tramite autobotti. Dall’anno 2000 sono attivi dei gruppi elettrogeni di Linea Energia che producono energia elettrica dallo sfruttamento del biogas. L’energia prodotta, attualmente pari a circa 200.000 kWh/mese, viene ceduta a TERNA. Nella tabella 65 si riportano i principali dati tecnici della discarica di Malagnino. Nella tabella 66 si riportano i principali dati di gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015.

Tabella 65: principali dati tecnici dell’impianto di smaltimento di Malagnino
Tabella 66: i principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015
Cremona - Impianto Biomasse Legnose

Il termovalorizzatore

Il termovalorizzatore è un impianto che produce energia elettrica e/o termica utilizzando come combustibile i rifiuti solidi urbani e/o i rifiuti speciali. Offre il duplice vantaggio di eliminare i rifiuti e, contemporaneamente, di generare energia con il calore prodotto dalla loro combustione.

Parona (PV) - Termovalorizzatore, edificio di stoccaggio frazione secca e rifiuti speciali non pericolosi
  1. Il termovalorizzatore di Parona
  2. Inquadramento generale
    L’impianto di Parona è un termovalorizzatore basato sulla tecnologia del letto fluido circolante, alimentato con combustibile ottenuto dalla lavorazione di rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali non pericolosi. La prima linea di trattamento è entrata in esercizio nel 1999 e la prima linea di termovalorizzazione è entrata in esercizio nel 2000. Nel 2004 è stata ottenuta l’autorizzazione alla costruzione ed esercizio di una seconda linea di trattamento, recupero e valorizzazione energetica mediante termovalorizzazione di rifiuti speciali non pericolosi, entrata a regime nel 2008. L’impianto, situato nel Comune di Parona e gestito da Lomellina Energia, costituisce il principale polo di smaltimento del bacino B della Provincia di Pavia. L’impianto attualmente funziona a ciclo continuo e ha una capacità complessiva autorizzata pari a 380.000 t/anno di rifiuti urbani e speciali non pericolosi. I principali dati tecnici sono riassunti in tabella 67.

    Tabella 67: principali dati tecnici dell’impianto di Parona (PV)
    Figura 5: schema di funzionamento dell’impianto di Parona

    Il ciclo completo di trattamento dei rifiuti solidi urbani e di quelli speciali non pericolosi si articola nelle seguenti fasi:

    • preselezione e pretrattamento dei rifiuti in ingresso con recupero di metalli;
    • combustione della frazione combustibile pretrattata dei rifiuti e del materiale conferito già idoneo con recupero energetico mediante produzione di energia elettrica;
    • trattamento chimico di inertizzazione delle ceneri leggere in uscita dal trattamento fumi del termovalorizzatore (impianto autorizzato ma al momento non utilizzato).
    • Nel corso del 2015 ha avuto un funzionamento pari a 286 giorni per Linea 1 e 278 giorni per Linea 2. Lo schema di principio dell’intero impianto è rappresentato in figura 5. L’impianto è dotato di un sistema di monitoraggio in continuo delle emissioni in atmosfera che provvede al controllo di diversi parametri ambientali (ad esempio polveri totali, ossidi di azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio, acido cloridrico, ammoniaca, temperatura, portata, ecc.). Il sistema di elaborazione dati è collegato alla rete SME regionale gestita da ARPA. Le principali performance dell’impianto sono riassunte in tabella 68.
    • rifiuti trattati e produzione energetica Come accennato in precedenza, l’impianto provvede alla termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani e di combustibile derivato da rifiuto (CDR). In tabella 69 si riportano i principali dati quantitativi relativi alla gestione del periodo 2013-2015. Attraverso la termovalorizzazione dei rifiuti, nel corso del 2015 l’impianto di Parona ha esportato 188.283 MWh (complessivi Linea 1 + Linea 2) di energia elettrica. I grafici 22 e 23 mostrano il dettaglio dell’energia esportata nell’anno 2015 da Linea 1 (LE1) e Linea 2 (LE2).
    Tabella 68: principali performance dell’impianto
    Tabella 69: principali dati quantitativi periodo 2013-2015 (arrotondati all’intero)
    Grafico 22: dettaglio energia esportata nel 2015 da Linea 1
    Grafico 23: dettaglio energia esportata nel 2015 da Linea 2

    Consumi di risorse e produzione di rifiuti
    Nella tabella 70 si riportano i principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel periodo 2013-2015. I principali indicatori di prestazione per l’impianto sono riportati nella tabella 71. Nell’ambito dell’attività vengono impiegati reagenti chimici necessari per l’abbattimento degli inquinanti nei fumi derivanti dalla combustione dei rifiuti. Nella tabella 72 si riportano i principali reagenti utilizzati nell’impianto nel triennio 2013-2015. Dall’attività dell’impianto si generano alcuni rifiuti che, in base alle caratteristiche chimiche, posso essere classificati pericolosi o non pericolosi. Le principali tipologie prodotte dal processo di termovalorizzazione dei rifiuti sono rappresentate da scorie (costituite dalla parte non incenerita in forno), ceneri (costituite dalle polveri contenute nei fumi di incenerimento), acque chimiche e ferro da scorie. Nella gestione dell’impianto possono anche essere prodotti rifiuti da manutenzione degli impianti (inerti, rottami metallici, olii esausti, ecc.). Nella tabella 73 si riportano i rifiuti prodotti nel periodo 2013-2015.

    Tabella 70: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015
    Tabella 71: principali indicatori di prestazione nel triennio 2013-2015 * Per questo calcolo si sono sommate: tutte le importazioni di energia elettrica dall’esterno (prelievi dalla rete a 132 KV quando le caldaie sono entrambe ferme e prelievi dalla rete a 15 KV per il pretrattamento dei rifiuti) e gli autoconsumi delle due caldaie.
    Tabella 72: principali reagenti chimici utilizzati nel triennio 2013-2015
    Tabella 73: rifiuti prodotti nel triennio 2013-2015
    Cremona - Termovalorizzatore
  3. Il termovalorizzatore di Cremona
  4. • Inquadramento generale

    L’impianto di termovalorizzazione di rifiuti solidi urbani e rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi di Cremona, dotato di recupero di energia termica ed elettrica, è stato dimensionato per il trattamento dei rifiuti dell’intera Provincia di Cremona. Attualmente costituisce il principale impianto di riferimento per lo smaltimento dei rifiuti urbani della Provincia, oltre che per rifiuti sanitari e per rifiuti speciali, in particolare derivanti dal trattamento di scarti di selezione/recupero di rifiuti da raccolta differenziata. L’impianto ha una potenza nominale di circa 6 MW elettrici e la sua produzione copre il 5% del fabbisogno della città di Cremona, corrispondenti a circa il 30% dei consumi domestici. L’impianto ha inoltre una potenza termica disponibile per l’alimentazione del teleriscaldamento urbano per circa 14 MW termici (copre il 30-40% del fabbisogno della rete cittadina). Nel corso del 2015 ha avuto un funzionamento pari a 333 giorni (funzionamento continuo). La messa a regime delle modifiche migliorative progressive di entrambe le linee ha permesso di raggiungere i livelli di produzione energetica sopra citati ed è soggetta, secondo quanto previsto dalla normativa vigente, ai controlli delle emissioni corrispondenti. Nel 2011 è stato realizzato il revamping della Linea 2, con installazione di sistema catalizzatore per l’abbattimento di NOx. Intervento analogo sulla Linea 1 è entrato a regime nel corso dell’anno 2015. I principali dati tecnici dell’impianto sono riassunti nella tabella 75. L’impianto è costituito dalle seguenti sezioni fondamentali:

    • ricevimento rifiuti;
    • combustione e recupero energetico;
    • trattamento fumi.
    Tabella 74: dati medi annuali dei principali inquinanti emessi da Linea 1 e Linea 2 nel triennio 2013-2015 * Limite valore media giornaliera secondo All. 1 D.Lgs 133/05

    Lo schema di principio dell’intero impianto è rappresentato in Figura 6.

    • Rifiuti trattati e produzione energetica
    I rifiuti in ingresso vengono pesati e successivamente alimentati nella fossa di accumulo dell’impianto, fase operativa nella quale possono essere effettuati i controlli visivi sui rifiuti stessi. Successivamente vengono inviati alla fase di incenerimento, una volta superati tutti i controlli previsti. Nella camera di combustione, attraverso un proprio sistema di carico, giungono per via separata i rifiuti sanitari. A valle del forno è prevista la camera di post-combustione e i fumi prodotti giungono alla caldaia che ha il doppio scopo di ottenere un recupero energetico e di raffreddare i fumi stessi per predisporli alla successiva depurazione sia fi tipo fisico che chimico. Il sistema di depurazione fumi, posto a valle del processo di combustione, ha il compito di ridurre le emissioni in atmosfera di inquinanti generati dalla combustione dei rifiuti. Nella tabella 76 si riportano i dati relativi ai rifiuti conferiti all’impianto nel triennio 2013-2015.

    Tabella 75: i principali dati tecnici dell’impianto di termovalorizzazione di Cremona
    Figura 6: schema di principio del termovalorizzatore di Cremona
    Tabella 76: rifiuti smaltiti nel triennio 2013-2015

    I quantitativi di energia elettrica e calore prodotti dall’impianto nel triennio 2013-2015 sono riassunti nella tabella 77.

    Tabella 77: produzione energetica nel triennio 2013-2015

    Consumi di risorse e produzione di rifiuti
    Nella tabella 78 si riportano i principali dati ambientali correlati gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015.

    Tabella 78: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015

    I principali indicatori di prestazione per l’impianto sono riportati in tabella 79.

    Tabella 79: principali indicatori di prestazione nel triennio 2013-2015

    Nell’ambito dell’attività vengono impiegati reagenti chimici necessari per l’abbattimento degli inquinanti nei fumi derivanti dalla combustione dei rifiuti. Nella tabella 80 si riportano i principali reagenti utilizzati nell’impianto nel triennio 2013-2015. Dall’attività dell’impianto si generano alcuni rifiuti che, in base alle caratteristiche chimiche posso essere classificati pericolosi o non pericolosi. Le principali tipologie prodotte dal processo di termovalorizzazione dei rifiuti sono rappresentate da scorie (costituite dalla parte non incenerita in forno), ceneri (costituite dalle polveri contenute nei fumi di incenerimento), acque reflue e ferro da scorie. Nella gestione dell’impianto possono anche essere prodotti rifiuti da manutenzione degli impianti (inerti, rottami metallici, olii esausti, ecc.). Nella tabella 81 si riportano i principali rifiuti prodotti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015.

    Tabella 80: principali reagenti chimici utilizzati nel triennio 2013-2015
    Tabella 81: rifiuti prodotti nel triennio 2013-2015

    • Monitoraggi e controlli ambientali
    Per quanto riguarda l’inserimento ambientale dell’impianto, oltre alla moderna e sofisticata linea di trattamento fumi, sono stati inseriti analizzatori in continuo sul camino di emissione per monitorare le concentrazioni di Polveri, Carbonio Organico Totale, HCl, CO, SOx, NOx, NH3. Si aggiunge il monitoraggio in continuo delle diossine, come prescritto nell’Autorizzazione Integrata Ambientale. A tale stazione di rilevamento è naturalmente collegato il sistema di regolazione e controllo dell’impianto, che nel caso di particolari anomalie può segnalare la necessità di arresto dell’impianto. Si riportano nelle tabelle 82-83 i principali dati sulle concentrazioni medie di inquinanti nei fumi provenienti dalle due linee, confrontando le medie annuali dal 2013-2015 con i limiti di concentrazione imposti dalla normativa a riguardo. Per ciò che concerne gli scarichi idrici, l’impianto produce le seguenti tipologie di effluenti: scarico in pubblica fognatura: costituito dalla rete di raccolta delle acque meteoriche, dalle acque industriali del locale ciclo termico e dalle acque nere civili. Prima dell’immissione in fognatura le acque subiscono il trattamento di sedimentazione e disoleatura per mezzo di apposite vasche di raccolta; scarico in acque superficiali: costituito dalle acque meteoriche di seconda pioggia dopo il passaggio nella vasca di prima pioggia. Le acque meteoriche potenzialmente contaminate derivanti dall’area linea fumi e dalle aree di stoccaggio rifiuti sono convogliate in apposita vasca di raccolta e trattate per essere riutilizzate insieme alle altre acque reflue di processo. Le eventuali eccedenze vengono periodicamente smaltite come rifiuti.

    Tabella 82: concentrazione di inquinanti nei fumi provenienti dalla linea 1 riferita al triennio 2013-2015
    Tabella 83: concentrazione di inquinanti nei fumi provenienti dalla linea 2 riferita al triennio 2013-2015

    Impianti di selezione e cernita rifiuti
    Si tratta di impianti nei quali si provvede alla selezione e cernita manuale dei rifiuti con lo scopo di aumentare la frazione valorizzabile. Inoltre i rifiuti vengono sottoposti a trattamenti di riduzione volumetrica al fine di ottimizzarne il trasporto.

  5. L’impianto di selezione e cernita di Fombio (LO)
  6. • Inquadramento generale
    L’impianto, ubicato nel Comune di Fombio (LO), provvede all’esercizio delle operazioni di recupero e/o smaltimento di rifiuti urbani e rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi. Ha una potenzialità massima di smaltimento e trattamento rifiuti pari a 59.000 tonnellate/anno e circa 200 tonnellate/giorno. I rifiuti in ingresso vengono sottoposti a selezione e cernita finalizzata all’ottenimento di materiali avviabili a recupero. Tali attività vengono eseguite su platea impermeabilizzata; i materiali in uscita, laddove possibile, vengono sottoposti a riduzione volumetrica grazie all’ausilio di una pressa imballatrice. Nel capannone principale, che occupa una superficie complessiva di circa 1.200 m2, si svolgono le attività di selezione manuale/ meccanica dei rifiuti mediante nastri trasportatori e aree di cernita; all’interno del capannone è presente un’area attrezzata ad officina per gli automezzi ed alcuni locali di servizio in cui sono localizzati i bagni e gli spogliatoi destinati agli operai, un ufficio, un archivio ed un locale a disposizione. Il capannone secondario (semplice porticato e quindi privo di tamponatura perimetrale) è realizzato con struttura portante e copertura in cemento armato prefabbricato ed ospita la pressa ed il relativo nastro di carico. La parte centrale del piazzale è suddivisa in due settori: il primo, più prossimo alla pressa, è dedicato allo scarico del materiale misto in entrata ed alla successiva cernita e suddivisione per tipologia eseguite meccanicamente e/o manualmente; nel secondo viene effettuato lo stoccaggio dei materiali suddivisi per tipologia. La destinazione finale del materiale gestito è la seguente:

    • consorzi di filiera;
    • recuperatori finali (es. cartiere);
    • discariche;
    • termovalorizzatori.

    Il processo si articola nelle seguenti fasi:

    • arrivo dei mezzi di raccolta e verifica dell’ammissibilità all’impianto da parte del personale del sito;
    • pesatura dei mezzi in ingresso;
    • controllo di conformità della documentazione relativa al carico;
    • scarico e ammasso temporaneo dei rifiuti all’interno dell’impianto in aree definite secondo la tipologia degli stessi;
    • controllo di conformità dei rifiuti rispetto al formulario;
    • selezione e deposito in cassoni/ aree separate dei materiali recuperati;
    • riduzione volumetrica mediante pressa idraulica;
    • stoccaggio dei rifiuti selezionati;
    • invio del materiale selezionato all’impianto di destinazione finale;
    • pesatura dei mezzi in uscita.

    • I rifiuti trattatiI rifiuti in ingresso al sito, distinti tra materiale da avviare a recupero presso enti terzi e da inviare a smaltimento in discarica/ termovalorizzatore, provengono essenzialmente dalla raccolta effettuata nelle piattaforme ecologiche e nei centri di raccolta comunali e all’interno di attività industriali, nonché dalla raccolta “porta a porta”. La tipologia di materiale in ingresso all’impianto è costituita prevalentemente da:

    • rifiuti destinati a recupero: rifiuti ingombranti, imballaggi in materiali misti, imballaggi in plastica, imballaggi in carta e cartone, scarti di prodotti tessili, legname e ferro;
    • rifiuti destinati a smaltimento: rifiuti ingombranti, materiali derivanti dal trattamento meccanico, imballaggi in materiali misti, rifiuti da demolizione, rifiuti urbani non compostati, rifiuti tessili, materiali plastici.

    Nella tabella 84 si riporta il dettaglio dei rifiuti gestiti nell’impianto nel corso del triennio 2013-2015.

    Tabella 84: dettaglio operazioni effettuate nel triennio 2013-2015

    • Consumi di risorse e produzione di rifiutiI principali impatti generati dallo svolgimento delle attività presso l’impianto sono quantificati in tabella 85.

    Tabella 85: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015 * il carburante è relativo sia al consumo da parte dei mezzi d’opera impiegati presso l’impianto sia al consumo dei mezzi adibiti alla raccolta e trasporto rifiuti di Linea Ambiente presso clienti privati

    Scarichi idrici
    L’impianto di Fombio è autorizzato a 2 scarichi in pubblica fognatura denominati S1 e S2 e definiti come segue:

    • Scarico S1: scarico reflui industriali (provenienti dall’impianto di depurazione a servizio del sistema di lavaggio mezzi) e civili (provenienti dagli uffici e spogliatoi);
    • Scarico S2: scarico acque di prima pioggia trattate.

    L’autorizzazione prevede analisi trimestrali per lo scarico S1 e semestrali per lo scarico S2, comprensive dei parametri principali contenuti in Tabella 5 dell’allegato III al D. Lgs 152/06. Gli esiti della analisi condotte fino al 2015 hanno verificato il rispetto dei limiti imposti dalla normativa e, quindi, hanno confermato l’ammissibilità di entrambi i reflui allo scarico in pubblica fognatura.

    Coccaglio (BS) - Impianto di selezione e cernita, pesa
  7. L’impianto di selezione e cernita di Coccaglio (BS)
  8. • Inquadramento generale
    Presso l’impianto di Coccaglio vengono svolte le operazioni di messa in riserva, deposito preliminare, cernita manuale ed eventuale adeguamento volumetrico meccanico e ricondizionamento ai fini del conferimento in impianti di smaltimento e/o recupero finali di rifiuti speciali non pericolosi provenienti da insediamenti produttivi, attività artigianali e commerciali e di rifiuti urbani non pericolosi derivanti dalla raccolta differenziata. Il quantitativo di rifiuti autorizzati al trattamento è di 60.000 t/anno e 20 t/giorno per le operazioni di trattamento tramite cernita manuale. Il processo si articola nelle seguenti fasi:

    • arrivo dei mezzi di raccolta e verifica dell’ammissibilità all’impianto da parte del personale del sito;
    • pesatura dei mezzi in ingresso;
    • controllo di conformità della documentazione relativa al carico;
    • selezione e cernita degli stessi per le diverse tipologie;
    • deposito dei materiali recuperati in cassoni/aree separate sempre all’interno del capannone;
    • riduzione volumetrica mediante pressa idraulica;
    • stoccaggio dei rifiuti selezionati;
    • invio del materiale selezionato all’impianto di destinazione finale;
    • pesatura dei mezzi in uscita.

    La destinazione finale del materiale gestito è la seguente:

    • consorzi di filiera;
    • recuperatori finali (es. cartiere);
    • discariche;
    • termovalorizzatori.

    All’interno del capannone viene effettuato l’ammasso temporaneo del materiale in ingresso, la cernita e la selezione manuale del materiale recuperabile e/o parziale riduzione volumetrica di imballaggi in plastica e rifiuti ingombranti. Lo scarico dei rifiuti avviene in aree coperte dove, a seguito di una prima selezione, operata in fase di ricezione, tra carichi di rifiuti provenienti da raccolta differenziata e carichi di rifiuti indifferenziati, questi vengono ulteriormente controllati visivamente.

    • I rifiuti trattati
    Il materiale in ingresso al sito, distinto tra materiale da avviare a recupero presso enti terzi e da inviare a smaltimento in discarica, proviene essenzialmente dalla raccolta effettuata nei centri di raccolta comunali e all’interno di attività industriali, nonché dalla raccolta differenziata “porta a porta”. La tipologia di materiale in ingresso all’impianto è costituita prevalentemente da:

    • Rifiuti destinati a recupero: rifiuti ingombranti, imballaggi in materiali misti, imballaggi in plastica, imballaggi in carta e cartone, scarti di prodotti tessili, legname e ferro;
    • Rifiuti destinati a smaltimento: rifiuti ingombranti, materiali derivanti dal trattamento meccanico, imballaggi in materiali misti, rifiuti da demolizione, rifiuti urbani non compostati, rifiuti tessili, materiali plastici.

    Nella tabella 86 si riporta il dettaglio dei rifiuti gestiti nell’impianto nel corso del triennio 2013-2015.

    Tabella 86: dettaglio operazioni effettuate nel triennio 2013-2015

    • Consumi di risorse e produzione di rifiuti
    I principali impatti generati dallo svolgimento delle attività presso l’impianto sono quantificati in tabella 87.

    Tabella 87: principali impatti ambientali derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015

    • Scarichi idrici
    L’impianto di Coccaglio è autorizzato per 5 scarichi negli strati superficiali del sottosuolo delle acque di prima pioggia, provenienti dall’area di transito dei mezzi, per le quali non possono derivare pericoli di contaminazione, nonché delle acque pluviali. L’autorizzazione prevede un’analisi annuale per ciascuno degli scarichi sopra citati, comprensiva dei parametri principali contenuti in Tabella 4 dell’allegato III al D.Lgs 152/06. Gli esiti della analisi condotte fino al 2015 hanno verificato il rispetto dei limiti imposti dalla normativa e, quindi, hanno confermato l’ammissibilità dei reflui allo scarico negli strati superficiali del sottosuolo.

Impianti di smaltimento chimico-fisico
L’impianto chimico-fisico per il pre-trattamento dei rifiuti liquidi si configura come una sorta di “appendice” degli impianti di depurazione delle acque reflue. La realizzazione di tali impianti fa riferimento essenzialmente a disposizioni normative che impongono per determinate categorie di rifiuti liquidi (in particolare quelli che contengono metalli come lo zinco e il ferro), a monte del trattamento biologico (quello che viene eseguito nei classici impianti di depurazione), il pre-trattamento chimico-fisico, un trattamento “speciale” finalizzato appunto ad abbattere questi elementi.

Crema (CR) - Impianto chimico fisico per il pre-trattamento di rifiuti liquidi
  1. L’impianto di trattamento chimico-fisico di Crema
  2. • Inquadramento generale
    All’interno della piattaforma di raccolta rifiuti del Comune di Crema è attivo un impianto di pretrattamento chimico-fisico di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi. L’effluente del chimico-fisico viene immesso direttamente nella fognatura a monte dell’adiacente impianto di depurazione Serio1. L’impianto è autorizzato al ritiro di 310 m3/giorno di rifiuti liquidi (di cui 110 pericolosi) suddivisi su 5,5 giorni a settimana.

    • Descrizione impianto
    L’impianto è costituito da 3 linee di trattamento:

    • Linea trattamento chimico-fisico per rifiuti speciali pericolosi e non, allo stato liquido;
    • Linea trattamento chimicoossidativo di tipo Fenton per rifiuti speciali pericolosi e non allo stato liquido;
    • Linea trattamento fanghi per rifiuti speciali pericolosi.

    Il deposito preliminare dei rifiuti in ingresso viene effettuato in serbatoi aventi volumetria pari a 33,70 m3 ciascuno, per una volumetria totale pari a 404 m3. Nel complesso il parco serbatoi risulta composto da 12 serbatoi posti all’interno di una vasca di contenimento in calcestruzzo armato della capacità di 270 m3. I rifiuti inviati allo stesso serbatoio presentano caratteristiche chimiche compatibili tra loro e provengono dallo stesso processo produttivo (ad es. grafiche, percolati, acque madri dell’industria chimica, farmaceutica, ecc.). La compatibilità viene valutata in base alla composizione chimica ed in laboratorio attraverso test specifici di miscelazione. Tutti gli stoccaggi sono dotati di idonei sistemi di captazione e di abbattimento degli sfi ati al fine di ridurne l’impatto rispetto alla componente aria e sono dotati di strumenti di controllo e verifica. Dopo essere stati stoccati i rifiuti vengono inviati alle linee di trattamento in base alle caratteristiche analitiche che presentano in omologa. La linea di trattamento denominata chimico fisico è adibita al percolato di discarica e ai rifiuti meno concentrati (quasi sempre non pericolosi) mentre gli altri vengono convogliati verso la linea Fenton. I liquami vengono convogliati in serbatoi adibiti alla miscelazione con i relativi reagenti ed alla fl occulazione. Infine nei sedimentatori si ha la chiarificazione del refl uo, che viene avviato nei serbatoi di controllo in attesa dell’autorizzazione da parte del laboratorio per lo scarico alla vasca di omogeneizzazione finale di capacità utile intorno ai 700 m3. Da qui il refl uo viene scaricato in fognatura con frequenza lenta e continua in modo da non sovraccaricare l’adiacente impianto di depurazione Serio1 a cui è demandato il trattamento della restante frazione biologica. I fanghi di risulta dal trattamento chimico-fisico vengono convogliati ad un sistema di disidratazione meccanica. Il fango solido viene stoccato in deposito temporaneo all’interno di cassoni pronti per essere trasportati ai relativi impianti di smaltimento. I rifiuti omologati come fanghi vengono immessi direttamente nella linea di trattamento dei fanghi prodotti dall’impianto stesso e caricati all’altezza degli ispessitori. In tabella 88 si riportano i principali dati tecnici dell’impianto.

    Tabella 88: principali dati tecnici dell’impianto chimico-fisico di Crema

    • Rifiuti trattati
    I conferimenti di rifiuti sono rappresentati in massima parte dai percolati di discariche gestite sia dal Gruppo LGH sia da terzi. Inoltre, come da autorizzazione AIA, vengono ritirate e smaltite diverse tipologie di rifiuti industriali caratterizzate per lo più da acque di lavaggio. Nella tabella 89 sono sintetizzati i dati relativi ai rifiuti trattati dall’impianto nel triennio 2013-2015.

    Tabella 89: rifiuti trattati dall’impianto chimico-fisico di Crema nel triennio 2013-2015

    • Consumi di risorse e produzione di rifiuti
    Nell’ambito dell’attività vengono impiegati reagenti chimici necessari per l’abbattimento degli inquinanti nei liquami conferiti. In tabella 90 si riportano i principali impatti derivanti dalla gestione dell’impianto nel triennio 2013-2015. Le principali tipologie di rifiuti prodotte dal processo di trattamento chimico-fisico sono costituite da fanghi e rifiuti da stacciatura, così come indicato in tabella 91.

    Tabella 90: principali impatti ambientali dall’impianto chimico-fisico di Crema nel triennio 2013-2015
    Tabella 91: rifiuti prodotti nel triennio 2013-2015 dall’impianto chimico-fisico di Crema